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Marocco ai quarti: la preghiera sugli spalti, la festa in strada

Il Marocco entra nella storia del calcio con la prima qualificazione ai quarti di un mondiale.

Nella storia finora era riuscito solo ad altre tre africane: il Camerun al mondiale di Italia ’90, il Senegal in Corea e Giappone 2002 e il Ghana a Sudafrica 2010. Portando agli ottavi Marocco e Senegal, l’Africa aveva già eguagliato il record del 2014, quando Algeria e Nigeria avevano passato il girone. Sugli spalti c’è chi prega, con la  misbaḥah  tra le mani ( la collana di grani di preghiera che viene spesso usata dai musulmani per tenere traccia del conteggio del dhikr) chi tifa fino all’ultimo secondo restando con i fiato sospeso per i rigori che premiano il Marocco e poi in strada esplode la festa.

 

In casa Spagna è già tempo di riflessioni e il primo a parlare dopo la bruciante sconfitta è il ct Luis Enrique.

“I rigori ci sono costati l’eliminazione, ma sono orgoglioso della mia squadra. Mi assumo tutte le responsabilità perché ho scelto i primi tre tiratori dal dischetto e loro hanno deciso il resto: purtroppo non siamo arrivati ai quarti”.

Un’uscita di scena davvero “crudele”, l’ha definita il capitano delle Furie Rosse, Sergio Busquets che si è visto parare il tiro dal dischetto dal portiere del Siviglia Bounou.

“La partita è stata dura, molto dura per noi. Abbiamo cercato di sfinirli, farli girare intorno, trovare spazi. Ci è mancata quel pizzico di fortuna per il pallone final. È una serata difficile e dobbiamo rimetterci in piedi e fare tesoro di questa esperienza per il futuro. Per fortuna ci sono alcuni giocatori molto giovani che questo ci aiuterà molto”

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