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Wrestling: Muore Antonio Inoki

Il mondo del pugilato piange l’Uomo Tigre

Per i bambini cresciuti negli anni 80 a suon di girelle, barbie e supersantos, Antonio Inoki era l‘uomo Tigre, per gli altri era un bravo lottatore giapponese. Se ne va alla soglia degli ottanta anni Antonio Inoki, presudonimo di Kanji Inoki, lottatore giapponese.
Antonio Inoki, amatissimo nel suo Paese è stato un simbolo degli anni 80. Tanto da diventare anche un personaggio tra i protagonisti del fumetto e cartone animato «L’Uomo Tigre».

Inoki, protagonista della storia del wrestling e ambasciatore del Giappone nel mondo, con i suoi 191 cm di altezza ed oltre 100 chili di peso, ha fatto la storia del wrestling.

Il lottatore ha combattuto al fianco di altri atleti come André the Giant, Tiger Mask, Shosei Baba e Hulk Hogan.

La storia sportiva di Antonio Inoki

La storia sportiva di Inoki è la storia di un ragazzo che a 17 anni, trasferitosi in Brasile, fu notato Rikidōzan che lo prese come allievo. Era il 1960 quando il giovane Inoki cominciò ad interessarsi al wrestling professionistico. Nel 1976 incontra Muhammad Ali al Nippon Budokan di Tokyo. Il lottatore si ritirò ufficialmente nel 1988 e iniziò a prestare la propria notorietà a campagne politiche e umanitarie.

Nel 1989 fu eletto nel partito Sport e Pace e fu anche eletto nella Camera dei consiglieri della Dieta Nazionale del Giappone. Ricoprì anche le cariche politiche con passione. Durante la crisi del Kuwait nel 1990, Inoki incontrò Saddam Hussein per il rilascio di alcuni prigionieri in Iraq prima dello scoppio della I Guerra del Golfo.

L’Uomo Tigre

Alla vita del lottatore si ispira il cartone famoso negli anni 80, ”L’uomo Tigre”. Nel manga il personaggio dell’Uomo Tigre è quello di Naoto Date un orfano cresciuto dopo la fine seconda guerra mondiale che un giorno, facendo visita a uno zoo insieme ai compagni di orfanotrofio, alla vista della gabbia con i grandi felini decide di voler diventare forte come una tigre per combattere le ingiustizie nei confronti degli orfani come lui.

Il resto è storia che i bimbi degli anni 80 che almeno una volta hanno sognato di salire sul ring per combattere contro la malvagità conoscono bene.

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