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Mancini: Vialli era il migliore di tutti noi

Il Ct della Nazionale Roberto Mancini ricorda Luca Vialli

In una vecchia intervista dei tempi dello scudetto della Sampdoria, Luca Vialli, parlando del suo rapporto con Roberto Mancini e sul loro sodalizio in campo e nella vita , ridendo diceva :

‘Lui era quello bello, io quello simpatico”.

Di storie, di aneddoti di vita e di calcio, ne avrebbe da raccontare chissà quanti Roberto Mancini che ora piange l’amico fraterno Luca Vialli.  L’ultimo risale a qualche settimana fa . Quando Roberto Mancini ha visto Luca Vialli per l’ultima volta. Um incontro tenuto segreto alla stampa e raccontato oggi dal Ct della Nazionale in un’intervista esclusiva al Corriere dello Sport

Mancini – Vialli: l’ultimo incontro

 “Luca rideva, abbiamo scherzato’‘ , così ricorda al quotidiano sportivo Roberto Mancini il suo ultimo incontro, il 29 Dicembre 2022 a Londra, con l’amico di una vita, anzi con il ” fratellino”. Perchè i destini di Roberto e Luca si sono incrociati quando entrambi avevano soltanto sedici anni. ”Gli ho detto che alla Samp – prosegue nel racconto Mancini- prendeva uno stipendio più alto del mio. Il presidente lo pagava più di me. A Mantovani piaceva così”. 

Mancini: Vialli era il migliore di tutti noi. Vado avanti per il nostro sogno Mondiale

Gli abbracci sul campo e fuori dal campo, il capirsi a volo con uno sguardo che creava l’intesa, la Nazionale da calciatori e da dirigenti sportivi, non basterebbe una vita per raccontare Roberto e Luca, Luca e Roberto.

mancini vialli l'abbraccio
”Dopo pochi giorni dall’addio di Sinisa, ho perso – ha dichiarato Mancini- un altro fratello. Anzi, un fratellino, come amavo chiamarlo, perché ci siamo incontrati a 16 anni e non ci siamo mai più lasciati. Tutto il cammino insieme. Giovanili azzurre, Nazionale, la Samp, le gioie, i dolori, i successi e le sconfitte. E poi le due notti di Wembley. In una abbiamo pianto insieme per il dolore e per l’amarezza, tanti anni fa. Nell’altra abbiamo pianto di gioia, come se fossimo stati uniti dal destino, prima della sua scomparsa. Gianluca era il migliore di tutti noi, un centravanti completo, un uomo perfetto e coraggioso. Ho sperato a lungo che potesse diventare il presidente della Sampdoria, avrebbe aperto una storia meravigliosa come quella da calciatore. Per me è stato un privilegio essere suo amico e suo compagno di squadra e di vita”. 

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