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Il calcio perde Gianluca Vialli:il campione delle rovesciate

Addio ad un calciatore simbolo di un calcio che era anzitutto amicizia tra compagni di squadra

Sono lacrime sincere quelle che in questo momento rigano i volti dei tifosi, degli amici, dei familiari che hanno amato Gianluca Vialli. Non è riuscito l’attaccante della Nazionale, l’uomo simbolo della Sampdoria dello scudetto, il calciatore della Cremonese, della Juventus e del Chelsea, l’allenatore e il dirigente azzurro, a sconfiggere quel maledetto cancro al pancreas, ritornato violentemente nell’ultimo mese. Una  battaglia, quella di Gianluca Vialli, iniziata nel 2017 e finita oggi in un giorno di festa.

Il cancro è un compagno di viaggio indesiderato

”Il cancro è un compagno di viaggio indesiderato’‘. Così scriveva tempo fa Gianluca Vialli. Non ha mai nascosto il campione la sua malattia anzi spesso con i suoi  incoraggiamenti è stato d’aiuto e da sprono a molti. Voleva vincerla questa partita Vialli anche se era consapevole della difficoltà  ”Devo andare avanti, – scriveva- sperando che si stanchi e mi lasci vivere ancora tanti anni. So che per quello che mi è successo ci sono tante persone che pensano che se sto bene io, possono farcela anche loro. Sono stato un giocatore e un uomo forte, ma anche fragile, e penso che qualcuno possa essersi riconosciuto nella mia storia. Sono qui con i miei difetti, le paure e la voglia di far qualcosa di importante”. Purtroppo il male ha vinto sull’uomo ma non su ciò che è stato e ha rappresentato nel calcio degli anni 80 e 90.

Vicini e Boskov gli allenatori che riconobbero il talento di Vialli

Dai primi calci all’oratorio di Cristo Re ai grandi campi del calcio mondiale di strada Gianluca Vialli da Cremona ne ha fatta davvero tanta. Tutto iniziò su un campo di un oratorio poi l’abbraccio con la Cremonese e il debutto tra i professionisti nella stagione 1980-1981 nel campionato di Serie C1. L’anno successivo sempre con la Cremonese in Serie B. Nell’estate 1984 passò alla Sampdoria esordendo in Serie A . E’ l’estate del 1986 a segnare la vera svolta nella sua carriera. Vujadin Boškov replicando quanto già fatto da Azeglio Vicini nella nazionale giovanile avanza stabilmente Vialli a prima punta, in pratica invertendone i ruoli con il compagno di reparto Roberto Mancini. La magia e l’intesa tra i due sbocciano facendoli diventare il duo simbolo degli anni più belli della Sampdoria. Giocatore con più gol realizzati in una singola edizione della Coppa Italia (1988-1989). 753 partite disputate segnando 286 reti.

La lettera della Sampdoria: una firma per sempre, ciao Luca Vialli, uno di noi

La sua Sampdoria , la Sampdoria di  Luca come l’ha sempre chiamato l’allenatore che, gli diede fiducia nell’estate 1986, Vujadin Boškov, è la prima a stringersi nel ricordo del calciatore con una lunga lettera.

”C’è già chi ti immagina tra Paolo e Vuja, felici di riabbracciarti ma altrettanto stupiti di rivederti così presto. Sì, presto Luca. Troppo presto. Dicono che non si sia mai pronti per salutare un compagno di viaggio e, purtroppo, è davvero così. Il tuo compagno di viaggio – come avevi deciso di chiamarlo – ti ha fatto scendere dal treno a 58 anni, strappando infame il tuo biglietto per nuovi orizzonti e traguardi. Un biglietto per la vita che, in fondo, valeva un po’ per tutti i tifosi blucerchiati.

Di strada insieme ne abbiamo fatta parecchia, crescendo e cercando, vincendo e sognando. Sei arrivato ragazzino, ti salutiamo uomo. Ti ricorderemo ragazzo e centravanti implacabile, perché gli eroi son tutti giovani e belli e tu, da quell’estate 1984, sei stato il nostro eroe. Forte e bellissimo, con quel 9 stampato sulla schiena e il tricolore cucito sul cuore. Condottiero della Sampdoria più forte, in coppia là davanti con il tuo gemello Bobby Gol. In tre parole: uno di noi.

Una percezione rimasta tale dopo aver salutato in lacrime Genova e la Sud. Proprio così: pur alzando trofei in giro per l’Europa con colori, tute e abiti differenti, Gianluca Vialli era sampdoriano e i sampdoriani erano con Gianluca Vialli. Con te, nella vittoria e nella sconfitta, nella salute e nella malattia. A Berna come a Göteborg, a Marassi il 19 maggio 1991 come a Wembley un anno e un giorno più tardi. O come ancora a Wembley ma nel luglio 2021: c’eravamo tutti in quell’abbraccio al Mancio, in quel pianto a dirotto che non dimenticheremo mai.

Non dimenticheremo i tuoi 141 goals, le tue rovesciate, le tue maglie in cashmire, il tuo orecchino, i tuoi capelli biondo platino, il tuo bomber degli Ultras. Ci hai dato tanto, ti abbiamo dato tanto: sì, è stato amore, reciproco, infinito. Un amore che non morirà, oggi, con te. Continueremo ad amarti e adorarti perché – lo sai bene del resto – tu sei meglio di Pelé. E perché, nonostante tutto, la nostra bella stagione è destinata a non finire mai. Continuerà a brillare in quel cielo cerchiato di blu su cui tu, Luca, hai firmato per sempre. «Per chi?». «Per noi!»”

Luca Vialli : il campione delle rovesciate

Rovesciate e semirovesciate erano le specialità di Luca . Dalla Cremonese, alla Sampdoria alla Juventus il calciatore ha spesso lasciato a bocca aperta il pubblico con delle azioni spettacolari.

 

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