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Filippo Inzaghi torna in serie A

Super Pippo è il nuovo allenatore della Salernitana

Filippo Inzaghi torna in serie A sulla panchina della Salernitana chiamato a sostituire Paolo Sousa. L’ex campione del mondo allenatore di squadre come Milan, Venezia, Bologna, Benevento, Brescia e Reggina da ieri è il nuovo allenatore della squadra del presidente Iervolino.

Filippo Inzaghi: ” abbiamo bisogno di affetto e d aiuto”

Sarà il Cagliari di Ranieri la prima squadra che dovrà affontare domenica 22 Ottobre Filippo Inzaghi. La Salernitana, penultima in classifica dovrà vedersela con il Cagliari neo promosso dalla B e ultimo in classifica.

”Ero stanco di riposarmi, non ne potevo più – ha detto Super Pippo in conferenza stampa-  aspettavo la chiamata giusta, mi ero un po’ stufato di quello che mi era successo e di alcuni trattamenti umani. Non sapevo più se questo calcio meritasse la mia onestà e la mia professionalità. Guardavo il telefono ogni momento e aspettavo la chiamata di gente come Iervolino e come De Sanctis. Io e il mio staff possiamo tornare a lavorare come ci piace, quando ci hanno messo in condizione i risultati sono arrivati. Faccio un grande in bocca al lupo a Paulo Sousa che ha fatto molto bene, io voglio valorizzare questi giocatori e arrivare alla salvezza. Ma abbiamo bisogno di voi. Se la Salernitana retrocede è un male per tutti. Quello che conta è che la gente ci apprezzerà per l’atteggiamento. Se potete aiutateci, abbiamo bisogno di affetto e di aiuto. So già che pubblico c’è, in questo stadio ho fatto doppietta nel 1998. Nel riscaldamento non riuscivo nemmeno a parlare con i compagni, a Monza c’erano 3000 persone e questa cosa mi ha colpito”.

Oggi non posso fare promesse di alcun genere. Non so se giocheremo bene o male, però dobbiamo essere bravi a far punti, è questo che fa grande una squadra. L’anno scorso era bello veder giocare la Salernitana, ha mantenuto la stessa ossatura e sono arrivati calciatori bravi. Sono certo che ci possiamo salvare ma dobbiamo dimostrarlo. Avremo subito una gara sosta e per fortuna c’è la sosta pur senza 10 nazionali. Questo fa capire che se hai dieci nazionali non puoi lottare per non retrocedere”.

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