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Due anni senza Diego. Il ricordo di D10S

Il ricordo di D10S

 

I tifosi del Napoli si raduneranno questa sera davanti alla curva B di quello che una volta era lo stadio San Paolo per onorare Diego Armando Maradona. Davanti allo stadio, che oggi porta il suo nome, tributeranno un minuto di silenzio per ricordare El Pibe de Oro. Nei giorni in cui si disputa il mondiale più contestato della storia del calcio, il ricordo degli sportivi di tutto il mondo torna a Maradona. Non solo il campione, il dieci col sinistro più magico che una palla che rotola abbia mai visto. Ma anche il combattente, l’uomo con i suoi vizi privati e le sue battaglie pubbliche. Lothar Matthaus, centrocampista tedesco della Germania campione del mondo a Italia ’90 ha pubblicato la foto che li vedeva insieme in campo. “Il primo mondiale senza di te” ha scritto. L’ex capitano dell’Inter e della Nazionale, Javier Zanettiha ricordato quella sera in cui venne a mangiare nel mio ristorante. Restammo con tanti amici fino alle cinque del mattino parlando di calcio e raccontando aneddoti sconosciuti e meravigliosi”.

Le bacheche social di tutti i tifosi, napoletano e non, ricordano oggi D10S. Due anni fa la notizia rimbalzò nel pomeriggio del 25 novembre nelle redazioni di tutto il mondo. Il cuore del campione argentino si era fermato. Finiva la sua vita, iniziava la sua leggenda. A Napoli, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, un murale è diventato un santuario laico nel quale vengono a portare fiori, magliette e gagliardetti tutte le squadre che giocano contro gli azzurri. Ci sono passati davanti all’immagine dipinta sul muro di Diego con la maglia del Napoli i più grandi campioni del calcio e dello sport. Oggi tutti si chiedono cosa avrebbe detto Maradona di questi mondiali in Qatar. L’icona che non si è mai svenduta, che non ha mai fatto un passo indietro in nome dei principi e della giustizia. Il campione che si è battuto per i Sud del mondo. E’ anche per questo che il legame con Napoli è rimasto indissolubile fino alla fine. “Giochiamo contra tutti quanti” disse con lo sguardo fiero e furbo ai microfoni della Rai dopo una partita con la Fiorentina. Il pubblico lo amava, il popolo napoletano ne ha fatto ancora oggi un simbolo di riscatto.

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