CalcioIn Evidenza

Addio a Pelè

Il Brasile 3 giorni di lutto per l’addio a Pelè

Piange tutto il Brasile, piange il mondo del calcio per l’addio a Pelè. Martedì i funerali. Il feretro il 2 gennaio sarà trasportato dall’ospedale Israelita ‘Albert Einstein’ direttamente allo stadio Vila Belmiro, a Santos, in Brasile, e posizionato al centro del prato. I funerali si svolgeranno invece martedì 3 gennaio e saranno preceduti da un corteo per le strade di Santos. La salma poi verrà tumulata al Memorial Necropole Ecumenica, dopo una cerimonia privata riservata alla famiglia. Da Platini, a Baresi a Beckenbauer compagno di squadra di Pelè nel 74, in queste ore, ognuno regala un ricordo del grande calciatore.

Maradona l’unico calciatore a poter contendere il titolo di più grande a Pelè

Nel giorno dell’addio a O Rei  a molti piace immaginare che la sua leggiadrezza, la sua bravura ora, liberatosi da quel brutto male, le potrà sfoggiare in paradiso, giocando, finalmente fianco a fianco, con l’altro genio del calcio, Diego Armando Maradona. Da sempre si è detto che il solo giocatore che poteva contendere a Pelè il titolo di più grande al mondo era Diego. Una sorta di ” rivalità” alimentata dai giornali negli anni ma di fatto sta che Pelè ha sempre considerato l’argentino un amico.  Nel 2000 la FIFA, come ricorda l’agenzia di stampa Agi-  indisse un referendum per eleggere il calciatore del secolo. Vinse l’ex capitano della Nazionale argentina con il 53,6% dei voti in più rispetto a Pelé.

”Per Pelé, ambasciatore del Brasile e simbolo planetario del pallone, – sottolinea l’agenzia  parlano i numeri da record e i trofei messi in bacheca , i tre Mondiali vinti a mani basse. Inoltre, O’Rey, anche fuori dal campo, è stato un esempio positivo per tutti, un modello da seguire, il volto ‘pulito’ che ha usato la sua popolarità per portare avanti campagne e valori importanti, come la fame nel mondo e i problemi dell’infanzia.  Diego Maradona, invece era l’artista cui bastava un piede (rigorosamente il sinistro) per fare della sfera di cuoio quello che voleva, in questo ha superato Pelé. Ai tempi di Barcellona, Diego ci ha rimesso una gamba per una entrata assassina del basco Andoni Goikoetxea. E poi, praticamente da solo, ha preso per mano un’Argentina piuttosto modesta facendole vincere il Mondiale del 1986 in Messico e ha riportato il Napoli ai vertici del calcio di casa nostra (con due scudetti e una Coppa Uefa) nel giro di pochi anni. Ma el Pibe de Oro, a differenza di Pelé, ha saputo sfidare a viso aperto non solo gli avversari ma anche i poteri forti del calcio mondiale, pagando tutto a carissimo prezzo”.

“Un giorno, spero che potremo giocare a pallone insieme in cielo”, disse O’Rei quando morì Diego quel giorno è arrivato.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio