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La lezione della Goggia: vincere senza l’alibi degli infortuni

Bellissima Goggia: soffre, vince e canta a squarciagola

Al termine della gara quella mano sanguina ancora, tolto il tutore la fasciatura è diventata quasi rossa. L’adrenalina è perà ancora tutta in corpo, non sente dolore Sofia ma solo la gioia di chi ha rischiato e ha ottenuto il massimo.

Non poteva volere di pù l’incredibile  Sofia Goggia che ha dominato la seconda discesa di coppa del mondo di St.Moritz, gareggiando con la mano sinistra – operata solo nel tardo pomeriggio di ieri a Milano – infilata in un tutore ed il guanto con un grosso cerotto a saldare il tutto all’indispensabile bastoncino. La superlativa Sofia ha sbaragliato le avversarie, d’altronde la conosciamo già per il suo carattere indomabile, capace di affrontare tutte le avversità pur di gareggiare, come aveva dimostrato soprattutto a Pechino nella sorsa stagione dopo il grave incidente ad una gamba a Cortina – è il terzo successo stagionale oltre al secondo posto in discesa 1 di venerdì su quattro libere sinora disputate: è davvero lei la regina delle ragazze jet senza paura Per la bergamasca è anche il 20/o successo in cdm, azzurra più vincente di sempre con Federica Brignone.

La sua grandissima gioia Sofia l’ha espressa soprattutto durante la premiazione, cantando a squarciagola l’inno italiano ed usando la mano sinistra tutta bendata quasi come un bacchetta per dirigere una immaginaria orchestra con coro.

“Quando prima della gara ho visto che potevo mettermi in posizione ad uovo – ha raccontato Sofia – mi sono detta che oggi
in pista non ci sarebbe stata altra ragazza più felice di me di gareggiare: se scio come so, posso farcela. Comunque è stata sicuramente più dura l’anno scorso recuperare per Pechino. Lì era una gamba qui una mano. Cosa vuoi che sia per una mano?”.

Goggia passa anche al secondo posto della classifica generale di coppa con 425 punti, dietro solo a Mikaela Shiffrin, oggi quarta, con 475.

“Vincere la coppa sarebbe magnifico, ma non è facile rispetto alla polivalente Shiffrin. Dovrei vincere tutte le discese e finire sul podio in tutti i superG”

ha spiegato Goggia che, parafrasando Maradona, ha parlato della ‘mano di Sofia’ per caratterizzare questa sua vittoria.
Alle spalle di Goggia in questa discesa2 sono invece arrivate la slovena Ilka Stuhec e la tedesca Kira Weidle. Per l’Italia
c’è da segnalare l’ottavo posto di Elena Curtoni, vincitrice venerdì proprio davanti a Goggia.
Primo podio in carriera per l’azzurro Mattia Casse che a 32 anni ha fatto la gara della vita nella seconda discesa di Val
Gardena, terzo. Ancora un successo invece – il 17/o in carriera – del norvegese Aleksander Kilde che ha vinto per la quinta volta tra le Dolomiti, centesima gara di coppa del mondo nella località ladina dopo la cancellazione per maltempo del superG di venerdi’. Alle sue spalle il veterano francese Johan Clarey, 41 anni, mentre lo svizzero Marco Odermatt per la prima volta in
questa stagione è rimasto giù dal podio, col sesto posto.

La bella sorpresa del piemontese Casse non riesce però a nascondere la crisi profonda della squadra azzurra, dato che nessun altro italiano ha chiuso tra i primi trenta. Il migliore è stato così il veterano Christof Innerhofer  ma 36/o, mentre preoccupa Dominik Paris, che ha chiuso 42/o. Per lui bisogna comunque aspettare le prossime gare post natalizie di Bormio per capire se la sua è solo una crisi passeggera e non qualcosa di più profondo.
Ora rapida trasferta nella vicina Val Badia per i due gigante di domani e lunedì sulla famosa Gran Risa sperando che le nevi di
casa facciano bene agli azzurri. Domani a St. Moritz tocca invece al superG e dunque l”Italia si aspetta nuova gloria.

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